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Mente insana in corpore insano!
letteratura
26 novembre 2009
immersa nella lettura
Certe volte penso che il cervello sia invidioso del cuore. E lo strapazza, lo prende in giro, gli nega quello che lui desidera, lo tratta come se fosse un piede o il fegato. E in questo confronto, in questa battaglia, chi perde è il proprietario di entrambi.
(Quattro amici - David Trueba)


Bau sul Garza By Stephie
letteratura
19 ottobre 2009
sorridi e annuisci, sempre e comunque
A fingerti debole acquisisci potere. E al tempo stesso fai sentire le persone più forti. Lasciandoti salvare, tu salvi loro. Devi solo mostrarti fragile e riconoscente. Perciò fai lo sfigato, sempre e comunque.
La gente ha tanto bisogno di sentirsi superiore a qualcuno. Perciò fai il sottomesso, sempre e comunque.
La gente ha tanto bisogno di  qualcuno a cui spedire un assegno a Natale. Perciò fai il povero, sempre e comunque.

(Soffocare - Chuck Palahniuk)

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letteratura
16 giugno 2009
aperto tutta la notte

"I temporali estivi non se li aspetta nessuno. Come l'amore, scoppiano d'improvviso, ti sorprendono nel posto sbagliato al momento sbagliato, ti obbligano a correre, saltare, fuggire, cercare riparo. E poi, d'improvviso, ecco di nuovo il sole, che tira per le orecchie un arcobaleno"

(Aperto tutta la notte - David Trueba)

Ultimamente ci azzecco con la scelta dei libri. Ne sto divorando uno dietro l'altro. Quest'ultimo, Aperto tutta la notte, è davvero molto bello, personaggi bizzarri e parecchio divertenti, situazioni particolari e inaspettate.. mentre lo leggevo mi sembrava di essere dentro un film di Almodovar. Consigliato.

letteratura
26 maggio 2009
big brother is not watching you, big brother is testing you.

'Ma il sondaggismo è conservatorismo. E' una abdicazione. Non vi si vuole più proporre nulla che possa RISCHIARE di non piacervi. E' così che si uccide l'innovazione, l'originalità, la creazione, la ribellione. Tutto il resto viene di conseguenza. Le nostre esistenze clonate...il nostro inebetimento sonnambulo... L'isolamento degli esseri.. La bruttezza universale anestetizzata... No, questa non è una piccola riunione. E' la fine del mondo che avanza. Non si può allo stesso tempo obbedire al mondo e trasformarlo. Un giorno si studierà a scuola come la democrazia si è autodistrutta.'

(Lire 26900 - Frédéric Beigbeder - titolo originale "99 francs")

Ho divorato questo libro cinico e cattivo con immenso piacere..stupendo, ve lo consiglio.. è davvero ironico e crudele allo stesso tempo. Good good.. lo promuovo a pieni voti, che poi ho appena scoperto che hanno pure girato un film, ma credo proprio che lo si possa trovare solo in lingua francese.. peccato!

99F Trailer

 


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letteratura
18 marzo 2009
pro

Sono convinto che certe forze dell'ebbrezza possono sostenere profondamente la ragione e la sua lotta per la libertà.


La postfazione di "Le porte della percezione" finisce con questa citazione di Walter Benjamin, con la quale non posso che trovarmi estremamente d'accordo, nonostante sia consapevole che queste forze, la libertà, non la troveranno mai. :(

Venerdì sera mi attende una festa sulla neve con sciata in notturna. Le mitiche feste RockFarm sono sempre un successone, bella musica, gente giusta e tanta, tantissima voglia di divertirsi.. l'ultima volta ho fatto solo due piste e poi mi sono ritrovata a fare la cretina con il bob o cose simili, ma questa volta c'è pure il Big Air Bag, mi sa che ci sarà proprio da ridere.





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letteratura
3 marzo 2009
leggendo - about biography

"Se dei personaggi ci viene mostrato solo il lato migliore, restiamo sconfortati, perchè riteniamo impossibile imitarli in alcunché. I grandi scrittori descrivono anche le azioni più basse degli uomini, non solo quelle virtuose. E questo sortisce un effetto benefico, perchè risparmia all'umanità LA DISPERAZIONE."
(La Versione di Barney -  Mordecai Richler)

La vita allegramente dissipata e profondamente scorretta di Barney Panofsky, personaggio fuori misura, indifferente a tutto ciò che ottunde la vita. Una delle storie più divertenti che ci siano mai state raccontate.

Adoro questo libro, tant'è che sto centellinando le pagine per non arrivare subito al termine e per godermele appieno... anche se sul comodino ci sono due libricini che non vedono l'ora di essere letti.


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letteratura
12 dicembre 2008
imagination

E' incredibile.. riesco a trovare un sacco di uomini interessanti nei libri che leggo, mentre nella realtà ne trovo davvero pochi (li trovo??).
Leggendo.. man mano che si sfogliano le pagine, il lettore si crea nella sua mente a suo piacere il personaggio. E te lo crei dai capelli fino alla punta dei piedi e delle volte rischi pure di innamorarti.. di innamorarti di ciò che è frutto solo della "tua" immaginazione. Pazzesco! E' meglio del cinema, perchè sullo schermo può piacerti l'idea di questo personaggio ma non l'interpretazione o l'attore esteticamente, nei libri invece è tutto nelle tue mani (o quasi).
Già riesco a innamorarmi e disinnamorarmi in tempi record di persone reali, figuratevi che tragedia con i libri. Questa settimana sono innamorata di Vincenzo Malinconico protagonista del libro "Non avevo capito niente" di Diego De Silva: prendete la persona più simpatica che conoscete. Poi quella più intelligente. Adesso quella più stupida e infantile. Più generosa. Più matta. Mescolate bene. Ecco, grosso modo, il protagonista di questo libro.
Buon weekend a tutti, speriamo di incontrare il mio Vincè in giro :P




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letteratura
24 settembre 2008
domenicavadoamessapromesso o_O


Le persone troppo religiose mi rendevano irritabile. Invece di spingermi a essere più pia, la loro rettitudine e le loro certezze morali mi facevano venir voglia di comportarmi ancora peggio. In loro presenza sentivo spesso l'impulso di dimenarmi orgiasticamente sopra un tavolo da biliardo e di versarmi della sangria sulle tette, non fosse altro che per rimettere in equilibrio l'universo. Mi veniva voglia di essere lo yin per fare da contrappeso al loro yang, di essere il peccatore là dove loro erano i santi, Godzilla là dove loro erano Bambi.

(Non volevo il vestito bianco - Susan Jane Gilman)

letteratura
15 settembre 2008
Gli interessi in comune

Giugno duemilasei. Nove e quaranta di sera. Iacopo ha passato la giornata in tipografia. Ha stampato mille copie di un volantino in formato A4:

Questo è per noi. Per noi che siamo un branco di conservatori. Che un paio di calze a righe o le scarpe da skate ci fanno anticonformisti e addirittura creativi. Per noi ragazzi che tra le birre e le sigarette scegliamo sempre la marca, ma non le sapremmo distinguere l’una dall’altra, e per noi ragazze che d’estate mettiamo la gonna ma d’inverno mai, e anche con il freddo beviamo mojiti e capiroske. Per noi che a guardarci in faccia siamo belle, brillanti e abbiamo visto e fatto tutto e poi non sappiamo neanche fare un pompino. Per noi che “seguo dei progetti” è un modo per dire che non facciamo niente mai. Per noi che un giorno decidiamo così dal nulla che d’ora in poi ci vestiremo con giacchette strette e magliette vintage, e per noi che senza felpa nera e cane al fianco dovremmo toglierci pure i piercing. Per noi che casa nostra è “casa dei miei”, che paghiamo sei euro una birra e sette un grammo di fumo senza batter ciglio e poi diciamo “ladro!” al cantante che ne vuole sedici per il suo concerto. Per noi che quando abbiamo la fidanzata non ci vedi più. Per noi che scegliamo un uomo in base al suo ruolo, sì, anche il suo ruolo rispetto a una discoteca di provincia il venerdì sera, e per noi che le ragazze belle le portiamo ovunque e quelle brutte le incontriamo solo a casa. Per noi che alla fine ci si affeziona a quelle brutte, e per noi che non riusciamo mai a staccarci del tutto dal nostro primo ragazzo. Per noi che quando sentiamo i trent’anni smettiamo di prendere la pillola, ci mettiamo la camicetta e diciamo che abbiamo smesso di fumare anche se il nostro odore dice che non è vero. Per noi che cianciamo di sostanze con aria competente e poi mangiamo pasticche che lo sa Dio cosa c’è dentro, e per noi che ci facciamo una canna alle undici di mattina e buttiamo nel cesso la giornata. Per noi che quando ci lascia il fidanzato andiamo a yoga, a teatro, a tango, e per noi che quando ci lascia la fidanzata andiamo a puttane, o ricominciamo con la coca, o tutti e due. Per noi che siamo contro l’alcol ma poi siamo sbronzi una sera sì e l’altra pure; per noi che “il dramma del popolo saharawi” e “che schifo di facce al Toy stasera”. Per noi che poi a ballare al Toy ci siamo sempre, e nel Sahara mai. Per noi che ci finiamo di lampade e a inizio aprile siamo indecisi se dire che siamo stati al mare o in montagna, e per noi che le sigarette ci hanno fatto le dita gialle. Per noi che siamo grassi, bianchicci, e ci puzza il fiato, e ci chiediamo perché non scopiamo mai, per noi che siamo belli, lustri e in tiro e ci chiediamo perché non scopiamo mai con chi vorremmo noi. Per noi che la cosa più importante è l’amore, e poi l’amicizia, e la politica non ci interessa ma siamo di sinistra, per noi che la politica ci fa schifo ed è tutto un magna magna, ma votiamo zitti zitti a destra. Per noi che abbiamo sempre paura di farci male, e per noi che iniziamo a dare il culo per ridar linfa a un rapporto. Per noi che ci accontentiamo, e lasciamo che qualcuno ci rovini la vita per sempre, e per noi che non ci accontentiamo e ci finiamo di seghe. Per noi che abbiamo paura dei cani, dei ragni, dei piccioni, della folla; per noi che abbiamo le vertigini – e lo diciamo – e per noi che abbiamo le crisi di panico – e non lo diciamo -. Per noi che siamo dieci milioni di scienziati della comunicazione e non sappiamo usare un cacciavite, e per noi che quando compriamo un cappellino ne sfilacciamo subito la tesa. Per noi che abbiamo il MySpace, anzi, no: il Facebook, che è meglio. Per le nostre camerette che grondano retorica pacifista, e per quelle che grondano retorica cinefila, sportiva, culturale. Per noi che non facciamo vedere foto di noi stesse quando eravamo grasse, e per noi che dopo il tatuaggio mettiamo sempre magliette smanicate (per noi che il nostro tatuaggio è un piccolo, patetico trasferello). Per le nostre macchine, che se non sono tirate a lucido allora sono luride, tutte cassette e flyer in mezzo, e per i nostri sorrisi, che sanno essere lucidi, ma veri quasi mai. Per noi che se ha le canne è un ganzo se beve è un ganzo se ha le paste è un ganzo se ha la coca è un ganzo, ma se ha la roba, ah, be’, quello è un tossico. Per noi che pensiamo di poter fare gli artisti senza esserci mai fatti i viaggi, e per noi che siccome ci siamo fatti i viaggi c’illudiamo d’essere artisti.

(Gli interessi in comune - Vanni Santoni)

Ecco un altro libro generazionale, quella che ho scritto qua sopra è l'introduzione del libro, per ora non mi azzardo a fare nessuna critica visto che ho letto solo 100 pagine.. ad ogni modo ho voluto trascrivervi questo "volantino" perchè lo trovo cinicamente vero. Buona settimana a tutti.

letteratura
8 settembre 2008
Non volevo il vestito bianco

'Ogni volta che piacevo a un ragazzo, il suo desiderio per me lo faceva apparire ai miei occhi come un perdente. Ero spietata con i ragazzi così come lo ero con me stessa. Non potevo perdonare loro nulla. Un ragazzo poteva essere dolce, affettuoso e intelligente, ma guai se veniva al cinema con me vestito con una stupida camicia di spugna e un braccialetto di conchiglie. Guai se sudava troppo, faceva una battuta sciocca che aveva sentito alla televisione oppure ordinava un cocktail con un nome assurdo. Non sopportavo di stare con qualcuno imperfetto, vulnerabile, insicuro o incompleto come me. L'umanità di un ragazzo rifletteva la mia, e io non potevo tollerarne la vista. Pomiciare per una sera era una cosa, ma io volevo - no, avevo bisogno -  che la persona con la quale sarei andata a letto fosse dominante, sofisticata e assai poco reale.'

(Non volevo il vestito bianco - Susan Jane Gilman  - Capitolo: Pubertà, sesso e altri sport estremi)



Queste righe sembrano scritte da me °_O
Ho scelto questo libro in biblioteca perchè avevo voglia di qualcosa di leggero e divertente e i vari commenti sulla copertina dicevano:
- 'Esilarante, sensuale, sfrontato, sfavillante... Che dire? Non ho mai riso tanto' The New York Times
- 'Se non vi troverete ad amare perdutamente questo libro, probabilmente significa che siete morti' Laurie Notaro
- 'Esilarante e intelligente, queste sono storie che vorrete subito condividere con le vostre amiche' Booklist
- 'Fantastico, queste pagine sono un dono dal cielo!' Frank McCourt
- 'Dannatamente divertente, una sfavillante rivelazione.'i The Los Angeles Times
Ecco.. ma andatevene tutti a fanculo, perchè fino ad ora (e sono a pag. 315) avrò trovato al max 3 pagine divertenti e parecchie parti noiose e abbastanza banali. Non che avessi grandi aspettative, però speravo di trovare in questa autobiografia un libricino caruccio da consigliare alla amiche ed invece niente di speciale. Uffa.




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letteratura
14 luglio 2008
a volte le cose succedono... e basta

Ogni tanto penso che bisognerebbe lasciar andare tutto come deve andare, lasciar succedere le cose, seguire l'onda del proprio destino e stare a vedere dove ti porta.

(Mi piaci così - F. Gungui)


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letteratura
29 maggio 2008
Ira


Vi odio, vi odio tutti
Dentro le vostre
Credenze Incancrenite
In contrite apparenze.
Odio la vostra sofferenza
Che mostrate in faccia
Le frasi flaccide
Della vostra frigida creatività
Prostrata a raccattare
Le impressioni degli altri
Del resto vostri pari.
Provo un odio che fermenta
Ogni giorno più per voi
Attratti da ciò che è pratico
Distratti consumatori omologati
Vi fermate sempre alla crosta
E credete di essere arrivati
Comprate e riempite la credenza
Delle offerte raccolte nel carrello
Del vostro caro supermercato.
Cretini! Le corte propaggini
Del vostro cervello traggono
Stitici piaceri dall'esterno
Perchè dentro di voi c'è il nulla.
Vi avverto, quando avrò varcato
Il vostro muro o anche solo aperto
Un varco, da quella feritoia
Penetrerò nelle vostre morte esistenze
Perchè vi sembri triste e magra
Ogni vostra gratificazione.

(Ira di Carlo Eucandido)

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1 aprile 2008
coscienza



E che vuol dunque dire che avete la vostra coscienza e che vi basta? Che gli altri possono pensare di voi e giudicarvi come piace a loro, cioè ingiustamente, ché voi siete intanto sicuro e confortato di non aver fatto male?
Oh di grazia, e se non sono gli altri, chi ve la dà codesta sicurezza? Codesto conforto chi ve lo dà? Voi stesso? E come?
Ah, io lo so, come: ostinandovi a credere che se gli altri fossero stati al vostro posto e fosse loro capitato il vostro stesso caso, tutti avrebbero agito come voi, né più né meno.
Bravo! Ma su che lo affermate?
Eh, so anche questo: su certi principi astratti e generali, in cui, astrattamente e generalmente, vuol dire fuori dei casi concreti e particolari della vita, si può essere tutti d’accordo (costa poco).
Ma come va che tutti intanto vi condannano o non vi approvano o anche vi deridono? E’ chiaro che non sanno riconoscere, come voi, quei principi generali nel caso particolare che v’è capitato, e se stessi nell’azione che avete commessa.
O a che vi basta dunque la coscienza? A sentirvi solo? No, perdio. La solitudine vi spaventa. E che fate allora? V’immaginate tante teste. Tutte come la vostra. Tante teste che sono anzi la vostra stessa. Le quali a un dato cenno, tirate da voi come per un filo invisibile, vi dicono sì e no, e no e sì; come volete voi. E questo vi conforta e vi fa sicuri.

(Uno, nessuno e centomila)

letteratura
15 febbraio 2008
vita

La vita era diventato il mio libro preferito, il mio film da vedere, la storia più bella da raccontare. La vita è la droga più potente al mondo.

(Il giorno in più - Fabio Volo)



Preparatevi, perchè da oggi in poi vi torturerò con citazioni prese da questo libro. Non l'ho ancora finito ma non mi manca tanto ed è parecchio sottolineato, ciò vuol dire che di cose da postare ne avrei molte. Io i libri di Fabio Volo li divoro sempre con piacere, in particolare gli ultimi due, forse perchè mi ritrovo un sacco in ciò che scrive! Per me rimane un mito, le uniche cose che non mi fanno impazzire di Volo sono i film, per il resto trovo tutto adorabile. Buon weekend a tutti e drogatevi con la vita.. ma anche con la ganja :P


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letteratura
8 febbraio 2008
costruendosi



Ci vorrebbe un po’ più d’intesa tra l’uomo e la natura. Troppo spesso la natura si diverte a buttare all’aria tutte le nostre ingegnose costruzioni. Cicloni, terremoti.. Ma l’uomo non si dà per vinto. Ricostruisce, ricostruisce, bestiolina pervicace. E tutto è per lui materia di ricostruzione. Perché ha in sé quella tal cosa che non si sa che sia, per cui deve per forza costruire, trasformare a suo modo la materia che gli offre la natura ignara, forse e, almeno quando vuole, paziente. Ma si contentasse soltanto delle cose, di cui, fino a prova contraria, non si conosce che abbiano in sé facoltà di sentire lo strazio a causa dei nostri adattamenti e delle nostre costruzioni! Nossignori. L’uomo piglia a materia anche se stesso, e si costruisce, sissignori, come una casa.
Voi credete di conoscervi se non vi costruite in qualche modo? E ch’io possa conoscervi, se non vi costruisco a modo mio? E voi me, se non mi costruiste a modo vostro? Possiamo conoscere soltanto quello a cui riusciamo a dar forma. Ma che conoscenza può essere? E’ forse questa forma la cosa stessa? Sì, tanto per me come per voi: tanto vero che io non mi riconosco nella forma che mi date voi, né voi in quella che vi do io; e la stessa cosa non è uguale per tutti e anche per ciascuno di noi può di continuo cangiare, e difatti cangia di continuo.

(Luigi Pirandello - Uno, nessuno e centomila)

letteratura
14 dicembre 2007
nuvole e vento

Ah, non aver più coscienza d'essere, come una pietra, come una pianta! Non ricordarsi più neanche del proprio nome! Sdraiati qua sull'erba, con le mani intrecciate alla nuca, guardare nel cielo azzurro le bianche nuvole abbarbaglianti che veleggiano gonfie di sole; udire il vento che fa lassù, tra i castagni del bosco come un fragor del mare.
Nuvole e vento.
Che avete detto? Ahimè, ahimè. Nuvole? Vento? E non vi sembra già tutto, avvertire e riconoscere che quelle che veleggiano luminose per la sterminata azzurra vacuità sono nuvole? Sa forse d'essere la nuvola? Nè sanno di lei l'albero e la pietra, che ignorano anche se stessi; e sono soli.
Avvertendo e riconoscendo la nuvola, voi potete, cari miei, pensare anche alla vicenda dell'acqua (e perchè no?) che divien nuvola per divenir poi acqua di nuovo. Bella cosa, sì. E basta a spiegarvi questa vicenda un povero professoruccio di fisica. Ma a spiegarvi il perchè del perchè?

(Luigi Pirandello - Uno, nessuno e centomila)


SCIALLO IN PONTE CAFFARO - BAU BY STE





letteratura
4 dicembre 2007
bonus vitale

Una teoria che mi ha sempre affascinato, da "Elianto" di Stefano Benni.

"io credo" disse Talete "che la morte di una persona non dipenda mai da una malattia, o morbo che dir si voglia, le malattie sono, diciamo così, dei trucchi con cui il supremo manovratore dissimula il vero meccanismo della vita e della morte e cioè il "bonus vitale individuale" se mi consentite esimi paracolleghi vi esporrò la teoria del bonus abbozzato da Cornelius Noon nella sua terza fase manicomiale e da me sviluppata; codesta teoria sostiene: che ad ogni essere vivente prima della nascita viene assegnato un bonus di attività vitali, che lo accompagneranno nel suo cammino terreno,per fare un esempio,nel bonus sono compresi :300.000 birre, 1.17000 starnuti, 30 viaggi all'estero, la possibilità di dire 101.000 volte la parola insomma,1.000.000 di gelati, 3 grandi amori, 9 biciclette, 602 bagni di mare, 60 litri di lacrime, 46 km di spaghetti, 40.000 cruciverba, 3 ore di poker, 10.000.000 tra sigarette ,sigari ,e tiri di pipa e così via,per un totale di 10 alla quttordicesima voci circa." "e come avete calcolato la cifra?"chiese Siliconi " ho detto circa, mettiamo allora che tizio sia trovato morto per uno scaramaccino, infarto, il medico non avra dubbi, colpa del cuore trascurato delle sigarette,dei trigliceridi, nulla di più falso, la colpa è dello sforamento del bonus, tizio ci ha lasciato perchè un attimo prima ha mangiato il miliounesimo gelato, o ha detto insomma una volta di troppo, naturalmente c'è chi nasce sfortunato e chi no, se un tale avra un solo starnuto o un solo litro di latte non servirà a nulla avere 10.000 scopate a disposizione,un bonus abbondante eccola la vera salute" "ma come si fa a sapere il nostro bonus?" " non si può è questa l'astuzia lo ha nascosto in chissà quale sottocodice genetico, perchè? Perche se sapessimo il bonus avremmo paura di tutto,fumerebbe lei una sigaretta sapendo che è la terzultima del bonus?per questo ci sono le malattie ossia ammonimenti, devi fare una partita a golf il tuo bonus ne comprende una soltanto , tac colpo della strega,e così incosciente e farle, ognun passo ha il suo tempo mortale, ecco ora lei ha acceso una sigaretta magari è la 1.154.000 e non accadra nulla ma se il suo bonus comprende 1.154.001 alla prossima le verrà un colpo o forse potrebbe morire peraver detto una volta di troppo , assurdo, oppure come rilevo perche si sta toccando le palle, pensi se il suo bonus di scongiuri si esaurisse ora.."

Spero di avere come bonus un'infinità di risate, di sigarette, di ciani, di alcool, di coccole, di cazzate, di cioccolatini, di poter dire cazzo e pota almeno un miliardo di volte, un bonus di milioni di ore sullo snowboard, 2000 viaggi e 100.000 kili di carne di manzo e altri 100.000 kg di maiale e tutte quelle cose che mi piacciono assai, ma soprattutto di avere in questo maledetto bonus almeno 1 grande amore. Ciauuu

letteratura
12 novembre 2007
Così com'è

"Tutti abbiamo delle ombre nere nella vita ed io so che potrò morire di Linfoma, così come di infarto, in un incidente, non so, la certezza è: so che morirò. Solo io? No, tutti purtroppo, per questo dico infondo che differenza fa se il Linfoma l’ho conosciuto a ventinove anni, ma sono ancora qui?
Spesso ci dimentichiamo che la vita non è eterna e non sappiamo apprezzare le cose semplici, la semplicità dell’affetto delle persone care, le piccole cose di ogni giorno… che poi mi rendo conto che nel 2004 di semplice non c’è quasi più nulla. Non dico certo niente di nuovo: la vita, oltre a non essere eterna, può finire da un momento all’altro; io l’ho provato su di me, ho capito che le cose non succedono sempre e solo agli altri, e ora apprezzo più di prima le piccole cose.
Non so come sarà dopo la morte, so per certo che questa mia vita mi piace, cos’ì com’è, semplice e non avrei voluto proprio niente di più.
L’unico rimpianto è di non aver approfondito negli anni della giovinezza la mia cultura, magari medica, di non aver avuto una grande ambizione di apprendere, di conoscere, di studiare.
Sono comunque convinta che le cose più importante sono le emozioni, i sentimenti che ci sostengono ogni singolo giorno. L’importante è essere se stessi sempre, nei momenti felici e nei momenti di sofferenza, non scaricare sugli altri i propri problemi.
Anche a me piacciono le belle cose, le belle case, i vestiti, le borse, i bei viaggi,i regali, le belle cene, certo che mi piace tutto questo, non perché ho avuto il Linfoma che tutte queste cose non mi piacciono più, tutt’altro, ora sono in grado di apprezzarle cento volte di più e cento volte più di prima cerco di vivere tutto intensamente."
(COSI COM'E' - PIERANGELA ROTA ANDREIS)

Questo libro è una sorta di diario, forse è meglio definirlo un agglomerato di riflessioni, di sentimenti, di pensieri, che la “Zia” Pieri (non era mia zia, ma la zia della mia cugi) ci ha lasciato prima di andarsene, diciamo che è stato un dono per le persone che l’hanno amata che con questo potranno scoprire una parte un po’ più intima di lei. Io non la conoscevo molto bene però ricordo distintamente che, nonostante tutto, era una donna davvero solare. Questo libro è un suo sogno che si è avverato ed in più i diritti d’autore saranno devoluti alla Fondazione ANT Italia Onlus per sostenere l’assistenza domiciliare ai Sofferenti di tumore. Da leggere per commuoversi un po’… L Ciao Piera

letteratura
12 giugno 2007
siddharta me l'ha detto..

A volte percepiva, nella profondità dell'anima, una voce lieve, spirante, che piano lo ammoniva, piano si lamentava, così piano ch'egli appena se ne accorgeva. Allora si rendeva conto per un momento che viveva una strana vita, che faceva cose ch'erano un mero gioco, che certamente era lieto e talvolta provava gioia, ma che tuttavia la vita vera e propria gli scorreva accanto senza toccarlo. Come un giocoliere con i suoi arnesi, così egli giocava coi propri affari e con gli uomini che lo circondavano, li osservava, si pigliava spasso di loro: ma col cuore, con la fonte dell'essere suo, egli non era presente a queste cose. E qualche volta rabbrividì a simili pensieri, e si augurò che anche a lui fosse dato di partecipare con la passione di tutto il suo cuore a questo puerile travaglio quotidiano, di vivere realmente, di agire realmente e di godere e di esistere realmente, e non solo star lì come uno spettatore.
(Siddharta - Hermann Hesse)




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letteratura
18 aprile 2007
Indecision

“Il fatto che tu non possa, il fatto che tu creda di avere questo speciale serbatoio privato di verità dentro di te..io proprio non capisco, come questo sia compatibile con il concetto di io-sono-d’accordo-con-tutti-su-tutto. Questa è la sola cosa su cui davvero tutti sono d’accordo: tutti pensano di avere il loro speciale nonsochè dentro. Solo che casualmente è così vago da non poter essere descritto. E così tutti finiscono per tenere la loro dote speciale per se stessi. E così tutti finiamo per preferire noi stessi a chiunque altro.”

Indecision è il ritratto sarcastico di un’intera generazione di eterni adolescenti. E’ la scoperta di una voce e di uno stile travolgenti e insieme efficacissimi nella resa dei nostri tempi. E’ il debutto letterario più acclamato degli ultimi anni: Joyce Carol Oates (machiminchiaè?) lo ha definito “dolorosamente esilarante, con personaggi comici che tuttavia non sono mai caricature” ; molti critici e scrittori americani non hanno esitato a paragonarlo al Giovane Holden di Salinger, e a indicare Kunkel l’alfiere di una letteratura che, sotto l’apparente svagatezza, si rivela finalmente alla ricerca di sincerità e di impegno.

Ho riportato la recensione in copertina perché mi trovo pienamente d'accordo, a parte per il fatto che, mi sembra un po’ eccessivo paragonare il giovane Kunkel ad uno scrittore del calibro di Salinger. Libro piacevole, divertente (un po' noiso sul finale), letto in pochi giorni..lo consiglio a tutti, voto settemmezzo.




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Non c’è niente di costante,
tranne il cambiamento.







Vivi come credi, fai cosa ti dice il cuore, fai cio' che vuoi. La vita è un opera di teatro che non ha prove iniziali. Canta, ridi, balla, ama e vivi intensamente ogni momento della tua vita prima che cali il sipario e l'opera finisca senza applausi.
(Charlie Chaplin)


Noi siamo puniti delle inibizioni che ci imponiamo, ogni impulso che cerchiamo di soffocare fermenta nella nostra anima e ci intossica. Il corpo pecca, ma una volta che ha peccato ha superato la sua colpa perché l’azione è una forma di purificazione: nulla più rimane se non il ricordo di un piacere o la voluttà di un rimpianto. L’unico modo per liberarsi di una tentazione è di abbandonarvisi: resistete, e la vostra anima si ammalerà di nostalgia per le cose che si è vietata, di desiderio per ciò che le sue mostruose leggi hanno reso mostruoso e fuori legge.
(0scar Wilde)



Non voglio che la mia coscienza rovini la parte migliore di me


C'est moi:







Il più bel regalo che si possa fare a qualcuno è ascoltarlo; l'ascolto nobilita colui che lo esercita!

Non bisogna appoggiarsi troppo ai principi, perché poi si piegano!




Me&MyFriends:




















Chi vive senza follie non è così saggio come crede!!



La prima necessità dell'uomo è il superfluo!
(Einstain)


My passion:














La terra ha musica per coloro che ascoltano
(Shakespeare)



Amimegusta:

























Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per nseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.